Azzero CO2 e Legambiente tra Eternit e fotovoltaico
Eternit Free è la campagna di AzzeroCO2 e Legambiente giunta alla quinta edizione di Key Energy, Fiera internazionale delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica (Rimini – 9/12 novembre 2011).
L’eternit è ancora una parola e una realtà molto presenti in Italia nonostante la messa al bando del 1992: restano difatti 100 milioni di metri quadrati da smaltire e altri 600mila metri cubi di amianto friabile.
La progressiva bonifica dell’eternit e sostituzione con fotovoltaico è al centro della mission di Eternit Free nata nel 2010 per sfruttare al meglio gli incentivi speciali introdotti in materia dallo Stato.
Location è il padiglione D3 della fiera, che accoglierà le aziende specializzate nella sostituzione dell’amianto con l’installazione di pannelli solari.
Ricordiamo che Eternit Free sfrutta l‘extra incentivo del Quarto Conto energia, in vigore il primo giugno 2011: un eco-bonus di 5 centesimi per ogni chilowatt di energia green prodotto, per impianti realizzati su edifici in sostituzione di coperture in eternit, o comunque contenenti amianto.
Mario Gamberale, amministratore delegato di AzzeroCO2 «Con Eternit Free portiamo benefici per il territorio, per i cittadini e per le aziende, eliminiamo sostanze pericolose, diffondiamo energia rinnovabile avvicinando gli obiettivi del Protocollo di Kyoto In più, per chi non vuole investire, c’è la possibilità di far effettuare lo smaltimento gratis in cambio dei diritti di superficie».
Macerata: no al fotovoltaico!
Macerata dice no all’installazione di un impianto fotovoltaico a terra, nell’area a nord di Sforzacosta conosciuta col nome di Boschetto Ricci.
Ma la vicenda non si conclude certo qua perché l’ultima parola sarà degli uffici provinciali competenti. L’impianto in questione (il cui progetto è stato presentato dalla società Nereo Marche Energia) è contestato dalla popolazione locale, ma non solo, si oppongono anche le associazioni ambientaliste. Caso strano.
Il risoluto no è dovuto all’eccessivo impatto ambientale che provocherebbe la nuova installazione su un paesaggio agrario che rappresenta un patrimonio importante per l’ intera comunità provinciale. Il territorio verrebbe sottoposto a pressioni che lo stesso non riuscirebbe a gestire e smaltire nel tempo.
Non solo impatto ambientale ma anche problemi relativi all’impatto sulla morfologia del terreno (si verrebbero a modificare caratteristiche intrinseche e paesaggistiche).
Quattro le criticità principali: i 138mila metri quadri di superficie del campo fotovoltaico eccede il limite consentito dalla norme; la dimensione dei pannelli, superiore al limite previsto nel Regolamento edilizio; l’installazione della Centrale Terna di connessione alla Rete di distribuzione nazionale, sproporzionata rispetto all’impianto; la viabilità interna, visibile anche da considerevole distanza, un vero e proprio impianto stradale.
L’energia solare in Italia
L’attuale crisi economica mondiale che ha colpito, fra l’altro, anche il settore delle fonti di energia tradizionali (petrolio, carbone, gas naturale) facendone lievitare i prezzi, ha comportato un sempre maggiore ricorso alle cosiddette fonti di energia rinnovabili, tra le quali, la parte del leone è sicuramente rivestita dall’energia solare.
Infatti, il potenziale energetico insito in tale risorsa energetica è enorme, basti pensare che la quantità di energia solare che giunge quotidianamente sul suolo del nostro pianeta è circa 10 mila volte più grande di tutta l’energia sino ad ora utilizzata dal genere umano per il suo sviluppo tecnologico calcolata a partire dall’inizio dell’Era Industriale.
A fronte di tale potenziale, si sono sviluppate parallelamente molteplici tecnologie di sfruttamento che permettono di trasformare la luce e il calore del sole in energia immediatamente sfruttabile per le applicazioni umane che richiedono energia per il loro funzionamento. Al momento, le principali tecniche utilizzate sono le seguenti tre:
- Il pannello solare. Esso sfrutta il calore dei raggi solari per scaldare un liquido contenuto al suo interno e poi cede tale calore all’acqua di uno speciale serbatoio connesso;
- Il pannello fotovoltaico. Questo tipo di pannello è composto di speciali materiali semiconduttori che quando sono colpiti dalla luce del sole emettono energia elettrica;
- Il pannello solare a concentrazione. E’ un tipo particolare di pannello solare che sfrutta una particolare orientazione della propria struttura per convogliare la luce concentrandola sul serbatoio di accumulazione.
In tale contesto, è evidente che una nazione come l’Italia, grazie alla sua favorevole posizione geografica che si sviluppa nel centro del Mar Mediterraneo, è tra gli stati occidentali tecnologicamente avanzati, quella che di più risulta favorita nello sfruttamento dell’energia solare poiché possiede un tasso di esposizione al sole estremamente elevato. A testimonianza di ciò, possiamo vedere come negli ultimi anni lo sfruttamento dell’energia solare ha conosciuto un vero e proprio “boom” di sviluppo entro i nostri confini.
Sempre più spesso vediamo, infatti, abitazioni sia di città sia di provincia, con installati sul tetto pannelli solari termici o fotovoltaici oppure ampie zone di collina letteralmente tappezzate di pannelli (i famosi parchi solari).
Le ultime stime ufficiali dicono che sono circa 90 mila gli impianti fotovoltaici attualmente in funzione nella penisola, un numero enorme se si pensa che solamente nel 2007 erano appena 7 mila. Così come è enorme, ancorchè potenzialmente ancora in grado di aumentare, è la produzione di energia che scaturisce da tali impianti, stimata ad oggi in oltre 1000 MW (megawatt).
Assoutility Green Power? Una felice joint venture
Conoscete Assoutility Green Power? È una collaborazione omogenea per la realizzazione di strutture adibite a produrre elettricità da fonti rinnovabili nata dall’intesa tra Spf Energy, società specializzata nella realizzazione di impianti fotovoltaici, e Assoutility, grossista dell’energia elettrica.
Quaranta i milioni investiti per realizzare 16 megawatt di impianti fotovoltaici nel corso dell’anno venturo. I beneficiari saranno in primis gli attuali clienti consorziati di Assoutility, imprese indirette, per un totale di 800 realtà compreso il network di società di Spf Energy che vogliano entrare nel circuito clienti.
L’obiettivo ultimo? Approvvigionamento energetico. Massimo Protti, presidente di Assoutility, ne esalta i benefici «Realizzare gli impianti direttamente presso i siti industriali, consente di ottenere molteplici benefici, di natura sia economica che ambientale: ridurre le perdite per il trasporto di energia dalla produzione al consumo, creare un beneficio diretto per l’impresa presso cui viene installato l’impianto di produzione in termini di risparmio sulla bolletta energetica e aumentare l’efficienza energetica, dato che spesso tali impianti possono produrre energia elettrica, termica e frigorifera».
L’idea di Terremerse: «minimizzare l’impatto ambientale»
Investire sulle fonti rinnovabili ma anche minimizzare l’impatto ambientale: è quello che si propone di fare la cooperativa Terremerse attraverso un investimento di circa 800.000 euro, necessari a realizzare nei centri di Massa Fiscaglia (Fe) e Voltana (Ra) due impianti fotovoltaici di ultima generazione che permetteranno di risparmiare combustibile fossile scongiurando emissioni inquinanti.
Come si raggiunge l’obiettivo? Muovendosi su diversi fronti: minor utilizzo di agrofarmaci, miglior utilizzo delle risorse idriche e di energie da fonti rinnovabili (anche per riqualificare le strutture di stoccaggio e di lavorazione in una prospettiva più ecocompatibile).
Il primo impianto (quello di Massa Fiscaglia) si trova su una struttura destinata allo stoccaggio dei cereali e si estende su una superficie di circa 1.000 mq, con 792 pannelli in silicio policristallino. La produzione annua dell’impianto si aggira su circa 150.000 kwh, per una potenza di 142,56 Kwp, che permetterà al centro di essere energeticamente autosufficiente per i 2/3 del proprio fabbisogno.
Il secondo impianto (quello di Voltana) è posizionato sul tetto del Centro Lavorazioni Carni: 600 metri quadri di superficie, 348 pannelli di silicio policristallino e 83.000 Kwh di energia annua prodotta con una potenza di 74,28 Kwp.
Con Fibonacci il fotovoltaico è più efficiente
Chi ha visitato la Mole Antonelliana ricorderà sicuramente la sequenza di Fibonacci che travalica la cupola del monumento. Ebbene la nota scoperta di Leonardo di Pisa, questo il nome del noto Fibonacci, nel XIII secolo, (la curva a spirale che ritroviamo nella disposizione di molti elementi naturali – foglie, conchiglie, semi di girasole, corna dell’ariete) da oggi può tornare utile anche nel settore delle energie rinnovabili e nella fattispecie, del fotovoltaico.
Siamo nella Grande Mela e il tredicenne Aidan Dwyer, nota un inconsueto schema a spirale sui rami degli alberi della zona in cui vive: tutti gli alberi senza foglie presentano un preciso orientamento e angoli simili tra loro. Pare che Aidan, incuriosito, abbia iniziato a tentare calcoli con le misure degli angoli dei rami da cui viene fuori la nota sequenza di Fibonacci, che condurrebbe a una resa migliore dei moduli fotovoltaici grazie, secondo il ragionamento di Aiden, al loro maggiore orientamento.
Il giovane newyorkese sa che rami e foglie raccolgono la luce solare per conto dell’albero e decide di realizzare due piccoli modelli di pannelli fotovoltaici, l’uno con le celle disposte secondo il modo conosciuto, l’altro con le celle disposte secondo la sequenza di Fibonacci per capire se questa effettivamente migliora l’assorbimento dell’energia solare.
Dopo tre mesi di studi, il risultato. Il secondo modello, quello sperimentale, registra un incremento di efficienza oscillante tra il 20% e il 50% (quest’ultimo raggiunto con le temperature più basse).
Aiden ha ottenuto il brevetto per questa idea brillante. Mica male come iniziativa per un adolescente!
Ozieri: il fotovoltaico contro la crisi
A Ozieri pare che si possa porre un freno agli effetti devastanti della crisi in cui versa il nostro paese grazie a un ricorso intelligente alle energie rinnovabili.
Nella prima metà del mese di agosto, la giunta comunale di Ozieri ha approvato una concessione del diritto di superficie per realizzare ben due serre fotovoltaiche da 6 megawatt nell’agro di Chilivani, a Seunis.
Si tratta di impianti di produzione agricola energeticamente autosufficienti grazie ai quali il Comune beneficierà come compenso di circa quattro mila euro per ogni ettaro di superficie concesso alla ditta vincitrice della gara d’appalto per un totale di oltre 120mila euro, con in aggiunta un impianto fotovoltaico di circa 20 kilowatt da realizzare sul tetto di un stabile pubblico comunale.
Entro fine mese: la firma del contratto, dopo un percorso durato quasi due anni. Dopo un periodo iniziale in cui i lavori di costruzione sono curati dalla società Iterna di Frosinone, subentra un’altra ditta Alba che ha diviso il progetto in due: uno di 15 ettari (realizzato dalla stessa Alba), un altro di 16 ettari (gestito dalla società agricola Agrisun).
In tutto ciò, le serre fotovoltaiche non sono fini a sé stesse ma s’inseriscono in un progetto energetico più vasto che prevede tra le altre cose la realizzazione di un impianto fotovoltaico da 200 kilowatt nel palazzetto dello sport di San Nicola, due nuovi impianti di illuminazione pubblica e coperture fotovoltaiche sulle scuole materne del Carmelo, della Gescal, e sugli impianti sportivi della città. Un esempio concreto di come combattere una crisi devastante!
Più efficienza fotovoltaica: le nanoparticelle d’oro

La rinomata rivista scientifica Acs Nano ha pubblicato di recente un articolo concernente uno studio che renderebbe possibile un incremento di circa il 20% dell’efficienza delle celle fotovoltaiche organiche a film sottile, cioè le celle solari che usano polimeri a base di carbonio al posto dei semiconduttori al silicio con nanoparticelle d’oro.
Più sottili e meno costose di quelle in silicio, le celle fotovoltaiche organiche registrano, però, un utilizzo inferiore: la causa risulta essere la bassa efficienza di conversione della luce solare in corrente elettrica. Problema importante che trova soluzione grazie ai ricercatori dall’Università della California.
Al fine di risolvere tale problema, i ricercatori hanno introdotto uno strato di nanoparticelle d’oro disponendolo tra le due pellicole della cella solare. Ed è proprio grazie allo strato d’oro aggiunto che il dispositivo conosce un aumento del 20% della sua efficienza. Le nanoparticelle d’oro, difatti, creano un notevole campo elettromagnetico e concentrano la luce in modo tale da farla assorbire meglio dalle due pellicole della cella. Ancora un buon risultato raggiunto!
Spagna: la centrale instancabile
A Fuentes de Andalucía, Siviglia, è operativa da oltre due mesi una centrale fotovoltaica capace di accumulare calore e utilizzarlo per generare elettricità anche di notte, favorita sia da specifiche caratteristiche dell’impianto, sia da ottime condizioni d’irraggiamento. Una centrale instancabile, attiva ventiquattrore al giorno.
Dunque, innanzitutto la centrale fotovoltaica copre una superficie di 185 ettari e risulta composta da una torre centrale contornata da 2.659 eliostati (congegni che seguono il percorso solare diurno e orientano la luce in un punto preciso utilizzando specchi) posizionati in maniera tale da non farsi ombra l’un l’altro e da concentrare i raggi solari sul ripetitore presente sulla torre (a circa 140 m di altezza).
Gli specchi utilizzano una soluzione salina per accumulare calore a una temperatura maggiore di 500°C e viene trasformata in vapore che aziona una turbina e produce energia elettrica. Un sistema del genere consente l’assorbimento di circa il 95% dello spettro della luce solare.
Dicevamo che oltre alle caratteristiche proprie dell’impianto, gioca un ruolo importante la posizione, nel senso che l’impianto è stato opportunamente installato nella denominata fascia del sole, zona che gode del maggior irraggiamento solare.
In realtà la potenza complessiva dall’impianto non supera i 19,9 megawatt, ma il valore aggiunto di tale centrale è un altro: la continuità, essenziale per una produzione elettrica di circa 110 gigawattora all’anno. I tecnici hanno stimato che in media la centrale è in grado di fornire energia per 20 ore al giorno e di ridurre di oltre 30 mila tonnellate all’anno le emissioni di carbonio.
Ecco però, in extremis, la nota dolente: il costo non è esattamente sostenibile, percui converrà aspettare che possa essere competitivo anche sul grande mercato.
Fotovoltaico al servizio di gadget elettronici
Cellulare scarico? Solo un brutto ricordo ormai. Grazie a uno schermo a cristalli liquidi può ricaricarsi al sole. È l’ultima tecnologia studiata alla University of California di Los Angeles (Ucla) che potrebbe rendere quasi inesauribile la carica di una batteria, riciclando quella luce dello schermo che fino ad oggi abbiamo sprecato. In che modo?
Grazie al polarizzatore organico fotovoltaico. Dunque, gli schermi Lcd funzionano per mezzo di fogli polarizzati contenenti cristalli liquidi, quantità e colore della luce emessa dallo sfondo sono regolate da un apposito chip: un sistema che consuma molta luce.
Percui gli ingegneri californiani hanno creato un nuovo polarizzatore che raccoglie la luce e la trasforma in elettricità.
Come? Grazie al fotovoltaico. Così si espone il cellulare (in stand-by) alla luce solare o semplicemente ambientale e lo schermo si trasforma in un pannellino fotovoltaico che ricaricherà la batteria.
Altresì, quando il cellulare è in funzione, la luce prodotta dallo sfondo che non serve per illuminare lo schermo verrà riciclata: raccolta dal film fotovoltaico prima, e recuperata poi.
Ecco il commento entusiasta del professor Yang Yang, docente di scienza dei materiali e prima firma dello studio che sarà pubblicato da Advanced Materials che beneficia, per il suo lavoro, del finanziamento dell’Intel «nel prossimo futuro vorremmo aumentare l’efficienza del polarizzatore organico fotovoltaico e magari lavorare già con industrie elettroniche per integrare la nostra tecnologia nei prodotti di consumo. La nostra speranza è che questi Lcd a risparmio di energia diventino di uso comune nei display».
Marchi come Apple e Samsung già valutano la possibilità di investire in tecnologie solari per l’alimentazione dei prodotti futuri, nella fattispecie Apple per ora ha solo depositato brevetti, Samsung ha già sviluppato diversi prodotti che funzionano a energia solare.
È vero anche che per questo tipo di nuove tecnologie bisogna aspettare ancora soprattutto per un discorso economico e per ottenere un prezzo tale per renderle competitive sul mercato, dato che al momento i costi sono, al momento, ancora proibitivi.










