Ostia : apre il Sunbearpark

Inaugura ad Ostia Lido il Sunbear Park. Con 7000 mq a misura di bambino, il Sunbear è la più grande ludoteca che è possibile trovare in Italia: un gigantesco parco divertimenti e una coloratissima area per l’intrattenimento e la socializzazione dei bimbi da 1 a 11 anni e delle loro ...

Un vigneto per un impianto fotovoltaico…

Un vigneto per un impianto fotovoltaico...Dalla Puglia al Piemonte i terreni coltivati a pannelli solari vorrebbero  diventare patrimonio dell’Unesco. Ma l’estensione del fotovoltaico riduce lo svliluppo agricolo? Questa la domanda, con i vari corollari, che si ci pone.

Il boom degli impianti fotovoltaici è iniziato cavalcando l’onda dei contributi pubblici . Gli   imprenditori dall’occhio lungo hanno pensato in grande: con un  impianto da un megawatt, tra incentivi e vendita dell’energia in rete, si guadagnano fra i 250 e i 400 mila euro l’anno.

Per farlo occorrono  due ettari di terreno in quanto  tetti e capannoni non bastano più.  Da qui è arrivato l’allarme lanciato dal movimento «Stop al consumo del territorio», 18 mila sostenitori in Italia fra Comuni, associazioni e privati.

Alessandro Mortarino, referente nazionale del movimento, dà l’allarme: «Le richieste di autorizzazione per nuovi impianti fotovoltaici su terreni agricoli sono esplose perché dal prossimo anno saranno ridotti i contributi pubblici a disposizione e i grandi imprenditori si affrettano a installarli entro l’anno: avremo intere colline coltivate a pannelli».

Secondo la legge del 387 del 2003  le infrastrutture che producono energie alternative sono di pubblica utilità e urgenti. Così le richieste, negli uffici di Comuni e Province, si accavallano: a fine 2009 sono diventate  il 123% in più dell’anno precedente, cinque volte in più di quelli installati nel 2007.

Formazione per uscire dalla crisi

Formazione per uscire dalla crisiLa crisi economica ha sconvolto molti equilibri che si credevano consolidati e indistruttibili. E la crisi ancora non è finita: ne stiamo subendo ancora le pesanti conseguenze non solo sul campo economico, ma anche su quello della cultura e della formazione. Anni di lotte hanno infatti aperto l’istruzione alle donne. Oggi, non sorprende che le donne siano più colte e preparate dei colleghi maschi; sorprende però il fatto che molti risvolti di carriera siano ancora esclusivo appannaggio degli uomini e non siano le donne a ricoprire incarichi di estremo rilievo.
Grossi passi avanti se ne sono fatti e di certo non sono terminati, ma non basta: l’Italia, in quanto investimenti in formazione, è un passo indietro al resto d’Europa e, purtroppo, i disinvestimenti nell’istruzione e nella formazione, i tagli all’università e la drastica riduzione di contributi alle scuole di certo non contribuisce a rendere il panorama futuro più roseo. È per questo che devono aumentare i finanziamenti, i contributi e la voglia di investire in formazione. Tra soli dieci anni, infatti, Cedefop (ossia il centro europeo per lo sviluppo della formazione professionale) stima che il 37,1% di italiani avrà una qualificazione inferiore al resto dell’Europa dove la stima si aggira intorno al 19,5%, con il rischio di creare un gap, un divario, nelle ciance lavorative ed occupazionali all’estero.
Sempre per lo stesso anno, la commissione europea ha decretato che gli alunni di 15 anni di età, quindi ancora inseriti nella scuola media superiore, non dovranno esserci insufficienze in lettura e materie scientifiche superiori al 15% del totale degli iscritti. A supportare il raggiungimento degli obiettivi d’istruzione saranno sia la media dei voti scolastici che le prove Invalsi, incentrate su italiano, matematica e lingue. Inoltre, la commissione europea vorrebbe che la dispersione scolastica non fosse superiore al 10%, e che i diplomati fossero almeno il 40% della popolazione. Insomma, ai dati attuali significa che il 15% degli adulti dovrebbe tornare ad inserirsi in programmi di formazione se vuole, nel 2020, essere in linea con i dettami dell’Europa. E vale soprattutto per maschi che già ora hanno risultati scolastici inferiori alle colleghe donne.
La formazione servirà per ricollocarsi nel mercato del lavoro: si pensi a tutti i manager e impiegati che, durante la crisi, hanno perso il posto di lavoro dopo decenni di occupazione. Già oggi sono in aumento i lavori - e i lavoratori - così detti “della conoscenza”, i knowledge workers. E per stare al passo coi tempi, occorrono investimenti massici nella formazione. Soprattutto femminile.

Turismo a risaprmio energetico!

Turismo a risaprmio energetico!

Nel campeggio di Roseto degli Abruzzi è stato da poco inaugurato il nuovo impianto fotovoltaico della potenza di 33kWp.  Lo Stork Camping Village fa parte del gruppo di 8 strutture del Club del Sole.

L’impianto permetterà maggiore salubrità per  turisti e residenti, oltre ad un grande risparmio energetico per la collettività.

La ditta Bienergy ha prodotto un impianto che  architettonicamente integrato, che produrrà mediamente 39.000 kWh all’anno di energia pulita, come confermato dai primi mesi di esercizio, e coprirà circa il 70% dei consumi complessivi della struttura, garantendo un risparmio pari a 430 tonnellate di combustile fossile.

Risparmiare sul parrucchiere: provate quello cinese

Sui giornali e nei salotti tv si sente parlare spesso di come i negozi cinesi abbiano provocato danni ai commercianti italiani. A prescindere dalle opinioni personali, una cosa è certa: a comprare dai cinesi si risparmia, e non sempre a scapito della qualità. Dopo il mercato della ristorazione e del no ...

Istat, in Italia poca partecipazione alla formazione

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C’è spazio anche per la formazione nel Rapporto annuale 2009 dell’Istat sulla situazione del nostro Paese e i dati non sono confortanti. Secondo l’Istituto di statistica, l’Italia registra uno dei tassi di partecipazione alla formazione continua degli adulti tra i più bassi in Europa: nel corso del 2005 soltanto il 22,2% dei 25-64enni ha effettuato almeno un’attività di studio/formazione, contro una media europea del 36%.

La carenza di formazione, dice il Rapporto Istat, colpisce soprattutto i disoccupati (16,9%), gli inattivi (11,4%), i 55-64enni (11,8%) e i possessori di basso titolo di studio. Soprattutto quest’ultimi manifestano maggior desiderio di partecipare ad attività formative (27,2% rispetto al 6,3% delle persone con titolo di studio elevato). Secondo il Rapporto, inoltre, le imprese italiane con almeno 10 addetti che svolgono formazione continua passano dal 23,9 per cento nel 1999 al 32,2 per cento nel 2005, mentre in Europa sono quasi il doppio.
La propensione all’investimento in formazione è strettamente correlata alla dimensione: soltanto il 25,6 per cento delle imprese con 10-19 addetti svolge formazione, rispetto al 96,7 per cento di quelle con mille addetti e più.
Secondo l’Istat, inoltre, i livelli di competenza degli adulti sono in Italia tra i più bassi di quelli rilevati dall’Ocse. Nel 2003 quasi metà dei 16-65enni consegue il punteggio più basso nelle capacità letterarie e circa il 70 per cento presenta allo stesso tempo anche bassi livelli di competenza numerica e documentaria.
I livelli di competenza, diversamente da altri paesi, sono meno correlati agli anni di studio. Infatti, quelli che hanno studiato per più di sedici anni, non raggiungono risultati migliori nei test rispetto a quelli che si sono fermati prima nel percorso dell’istruzione.
Nel periodo 2004-2009, prosegue l’Istat, la quota di lavoratori diplomati passa dal 44,5 al 46,6 per cento e quella di laureati dal 14,0 al 17,2 per cento, ma l’incidenza delle professioni qualificate e tecniche rimane sostanzialmente stabile acuendo il divario tra domanda e offerta di lavoro degli occupati con medio-alto titolo di studio.

Prestito bebè : ecco le ultime notizie

Mancano oramai poche settimane per richiedere il prestito bebè a valere sulle nuove nascite nel 2009 e sui figli adottati sempre nello scorso anno. L’ultima data possibile, ricordiamo a chi ancora non lo sapesse è quella del 30 giugno 2010, entro la quale le famiglie interessate, senza la necessità di ...

Italia : la salute costa di meno

Se è vero che durante l’ultimo anno di crisi ben il 35% degli italiani si e’ rivolto alle strutture sanitarie pubbliche per ridurre le spese sanitarie anche a fronte di attese più lunghe, è pur vero che la spesa medico-sanitaria pro-capite nel nostro Paese è tra le più basse dell’Ocse.  Nell’anno ...

A Rimini Packology

A Rimini PackologyNata dalla collaborazione tra Ucima e Rimini Fiere,  la nuova fiera del packaging dei costruttori italiani, Packology 2010 vedrà la sua  prima edizione  a giugno 2010.

La fiera, riservata agli operatori del settore, si svolgerà tra l’8 e l’11 giugno 2010.  Packology si rivolge alle aziende che operano nel settore del confezionamento e dell’imballaggio per diversi settori industriali, dai beni di consumo all’health care, dal beverage all’industria farmaceutica, alla cosmesi.

La nostra nazione è uno dei principali produttori di macchine packaging e macchine per serigrafia. Non a caso Rimini Fiera ha stanziato un budget di circa un milione di euro per questo evento, che  ospitato nel terzo quartiere fieristico d’Italia occupando 8 padiglioni, su di una superficie di 60.000 mq.

La collaborazione di una realtà come UCIMA è poi garanzia di serietà e successo.

La fiera darà  risalto alle eccellenze tecnologiche e di innovazione nel settore del packaging, saranno infatti presenti produttori di macchine per il confezionamento, macchine di processo, materiale per imballaggi, tecnologie per l’etichettatura, la codifica e la marcatura, accessori e componenti, tecnologie dedicate alla logistica, all’editoria di settore e alla stampa, quindi anche alle macchine da stampa.

Trio: formazione fa grossi passi avanti

Trio: formazione fa grossi passi avantiLa Regione Toscana punta sulla formazione e lancia i nuovi servizi di Trio, il sistema di apprendimento a distanza, che segna una svolta nella storia del web learning: oltre al semplice apprendimento on line con Trio è possibile adesso anche ottenere competenze certificate, secondo standard di qualità.
Trio era già una realtà d’avanguardia, e i numeri parlano chiaro: a dicembre 2009 erano oltre 150mila gli utenti iscritti e oltre 60mila quelli attivi, soprattutto donne e lavoratori dipendenti; l’età media era piuttosto bassa, intorno ai 32 anni, segno di una grande vivacità culturale della nuova generazione di occupati. Sempre la stessa rilevazione evidenzia che su Trio erano state già offerte oltre 520mila ore di formazione, per una media mensile di ore disponibili di oltre 43mila.
Da oggi arricchisce ancora di più le sue offerte di formazione. Infatti, con l’acquisizione di competenze certificate può crearsi una connessione maggiore fra mondo della formazione e un mondo del lavoro che richiede sempre maggiore preparazione per esser competitivi. Soprattutto in questo momento storico, poi, sono molti gli incentivi che i governi offrono alla formazione e gli investimenti rivolti alla valorizzazione del capitale umano delle aziende e delle imprese.
Ma l’espansione dei servizi di Trio non è finita: infatti, il prossimo anno saranno aggiunti altre possibilità di formazione, con nuovi corsi, e sarà implementata anche una nuova piattaforma per l’e-learning che si avvarrà della modalità open source, in linea con i dettami del web 2.0.
Anzi, sarà proprio il web 2.0 a rappresentare un punto di svolta fondamentale, perché abbatterà le barriere formali, creando un dialogo aperto e la condivisione totale di esperienze, conoscenze, opinioni.
Sulla nuova piattaforma saranno disponibili servizi di orientamento al lavoro e all’università, materiali didattici riutilizzabili più volte, servizi di tutoraggio lungo tutto il percorso di formazione, e molti altri servizi in logica web 2.0 e open source, per favorire l’apprendimento informale e valorizzare le competenze già acquisite.

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